
Il titolo si rifà al film scritto e diretto da Gary Ross nel 1998.I due protagonisti David e Jennifer vengono gettati nel clima di stereotipo,di normalità, di conformismo della sit-com in bianco e nero Pleasantville dove la vita scorre in BN ,una città perfetta, dove si vive in una routine assolutamente ripetitiva e abitudinaria, ma proprio per questo rassicurante e necessaria per un mondo utopicamente stabile in cui imprevisti e mali non sono conosciuti.Solo la lettura da parte di David di libri che lui ben conosce e che hanno pagine bianche, innesca la colorazione di Pleasantville.
Nel dipinto le targhe con indicati luoghi e date sono quelli in cui sono stati perpetrati roghi di libri per motivi politici o religiosi,il tentativo del potere di distruggere la cultura per assoggettare le persone al regime totalitario. Ma la cultura non si distrugge ...ed ecco il ragazzo che legge e tutto intorno a lui è colorato.
Il rogo di libri e la distruzione di biblioteche furono pratiche piuttosto comuni nel passato, causati spesso da guerra, censura o più semplicemente dalla necessità di cancellare informazioni o idee pericolose per il contesto storico in cui furono attuati. Questi sono alcuni degli eventi documentati:
Il rogo dei libri e l'assassinio di accademici nella Cina di Qin Shi Huang nell'anno 212 a.C.; molti intellettuali che disobbedirono all'ordine furono sepolti vivi.
La distruzione delle opere di Cremuzio Cordo, una delle figure di spicco della storiografia romana del dissenso, tesa ad esaltare il tramontato regime repubblicano contro il nuovo ordine imperiale retto dalla dinastia Giulio- Claudia. Fu accusato di crimen maiestatis. Il suo scritto Annales fu accusato anche di aver criticato il popolo e il senato di Roma e non aver mostrato il giusto rispetto nei confronti di Augusto e di Cesare.[1]. Il Senato decretò che tutti i libri con la sua opera fossero bruciati dagli Edili.
I libri di alchimia dell'enciclopedia di Alessandria furono bruciati nel 292 dall'imperatore Diocleziano.
Un'altra famosa opera di distruzione fu quella avuta nell'anno 642 da parte del generale Amr ibn al-As,comandante delle truppe arabe che avevano appena conquistato l'Egitto, che secondo Abd al-Latif al-Baghdadi, distrusse la Biblioteca di Alessandria e i libri in essa contenuti su ordine del califfo Omar. Questa fu la motivazione del califfo: «In quei libri o ci sono cose già presenti nel Corano, o ci sono cose che del Corano non fanno parte: se sono presenti nel Corano sono inutili, se non sono presenti allora sono dannose e vanno distrutte». Tuttavia le fonti sono discordanti sulla data e le modalità di distruzione della biblioteca di Alessandria: è possibile che essa sia stata distrutta per un rogo non intenzionale ma accidentale.
Il 7 febbraio 1497 ebbe luogo a Firenze un importante rogo di libri e opere artistiche di considerevole valore, ritenute materiale immorale, conosciuto come "Falò delle vanità". Esso fu promosso da Girolamo Savonarola.
Nel 1534, durante la rivolta di Münster (città tedesca della Renania Settentrionale-Vestfalia), predicatori anabattisti dichiararono Münster la Nuova Sion e bruciarono qualunque libro che non fosse la Bibbia.
Il rogo dei manoscritti Maya e Aztechi del 1562 compiuto ad opera dell'Inquisizione in Messico, per ordine di Diego de Landa[2], vescovo cattolico spagnolo e studioso della cultura Maya, noto, appunto, per aver distrutto quasi interamente il patrimonio culturale scritto di tale civiltà. De Landa cercò di raccogliere quante più informazioni poté su quella cultura che, da inquisitore, aveva cercato di far scomparire ad ogni costo.
Agli inizi del secolo XVI, gli Andalusi della penisola iberica avevano l'obbligo di consegnare alle autorità castigliane i libri scritti in arabo, venendogli poi restituiti quelli riguardanti medicina, filosofia e storia e bruciati tutti gli altri[3].